Lavoro & Crescita

PNRR, I SOLDI LI ABBIAMO SPESI MA LA VERA SFIDA COMINCIA ADESSO

PNRR, I SOLDI LI ABBIAMO SPESI MA LA VERA SFIDA COMINCIA ADESSO

160 miliardi. Più 23,8 per strumenti e misure.
Stando ai dati ufficiali di ReGiS, ammonterebbe a tanto la cifra spesa dal nostro paese
in ambito PNRR. Abbiamo speso tutto di quanto assegnatoci dall’Europa? La risposta è ‘quasi’ secondo
le comunicazioni ufficiali di quest’estate. Ma, se volessimo analizzare la questione a tutto tondo, il tema su cui interrogarsi sarebbe in realtà un altro: quali e quanti effetti continuerà a produrre ciò che abbiamo deciso di finanziare con questo denaro quando l’effetto del Piano sarà terminato?
Eh già, un domandone, perchè se abbiamo costruito un bel po’ di asili nido nuovi di pacca e poi dovessimo ritrovarci senza il personale per madarli avanti ci ritroveremmo costretti a parlare di un investimento vano, infruttuoso. Nè più nè meno delle strutture sanitarie, inutili qualora non ci fossero medici e infermieri, o della miriade di piste ciclabili disseminate ovunque nel nome della transizione ecologica: se dovessero risultare scarsamente utilizzate (perchè le persone preferiranno altri mezzi di trasporto) cosa le avremmo costruite a fare?
In tal senso, è illuminante lo studio della SDA Bocconi (pubblicato stamani sul quotidiano La Repubblica) che ha fatto i raggi X al PNRR non soltanto in chiave di ‘corsa alla spesa’ ma anche di ‘qualità dell’attuazione’ e ‘capacità degli interventi di andare oltre il 2026′. Ciò che è emerso è una classifica delle varie Missioni un po’ diversa rispetto a quella pubblicata guardando solo al primo fattore: 73 punti su 100 per la Missione dedicata a innovazione e digitalizzazione, 68 punti per la Missione dedicata alla Salute, 63 per Inclusione e Coesione e 62 per REPowerEU. Seguono poi Infrastrutture per la mobilità sostenibile (58 punti su 100), transizione ecologica (55) e istruzione e ricerca (51).
Da questi risultati è facilmente deducibile che sarebbe un grave errore qualora si considerasse la dead-line del 2026 come il punto di arrivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che da questo momento in poi si accinge ad entrare nella fase del consolidamento degli investimenti effettuati e di quanto messo in piedi. Senza dubbio la sfida più dura.

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