Lavoro & Crescita

UNDER 35/MERIDIONE, UN DIVORZIO SENZA POSSIBILITA’ DI SCAMPO

UNDER 35/MERIDIONE, UN DIVORZIO SENZA POSSIBILITA’ DI SCAMPO

Una fuga apparentemente inarrestabile. Ne è in balia il Mezzogiorno del paese, che dal 2019
continua a fare i conti con la dipartita di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che abbandonano
la terra di origine preferendole le aree del centro-nord. I motivi? I soliti, spinosi: stabilità lavorativa,
possibilità di carriera, tutele contrattuali più rassicuranti. Sono i numeri (Istat) a restituirci le proporzioni del fenomeno, secondo i quali le regioni meridionali hanno perso qualcosa come 313.000 under 35 in meno di sette anni, precipitando dai 4,1 milioni del 2019 ai 3,8 di quello in corso, l’equivalente del 7,6% della popolazione di quella fascia di età. Al contrario, a crescere è il numero di persone che si sono stabilite da Roma su, passate da 4,95 a 5,19 milioni (+240.000, coi rimanenti 73.000 che hanno invece optato per soluzioni lontano dall’Italia). Non un problema da poco, anzi, che si riflette in negativo tanto sulla geografia demografica del nostro paese quanto sulle prospettive di sviluppo e cresciuta di un’area rilevante dello stivale visto che, stando sempre ai dati Istat, chi parte lo fa con una laurea in tasca.
Ed è proprio questa la distinzione più marcata rispetto a quanto è in corso d’opera già dai primissimi anni del nuovo millennio, visto che si è passati da una percentuale di laureati che a stento raggiungeva il 20% all’attuale che supera il 60%. Nella classifica delle città del nord che hanno registrato una crescita più significativa spiccano Gorizia, Genova e Bologna, rispettivamente col +10,9%, +8,4% e +8,1. Ma se questi sono i tre gradini più alti del podio, non passano in secondo piano il +7,2% di Pavia, il +6,6% di Reggio Emilia, poi ancora l’area lombarda di Milano, Bergamo e la Brianza e pure Modena. Sull’altro versante invece, risaltano i numeri negativi di Sardegna (-13%), Isernia (-12%), Oristano (-12,1%), e le calabresi Crotone e Reggio Calabria, con un passivo rispettivamente di -12% e -11,9%.

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