Lavoro & Crescita

VERSO LA MANOVRA, I BONUS LAVORO CHE VERRANNO RICONFERMATI

VERSO LA MANOVRA, I BONUS LAVORO CHE VERRANNO RICONFERMATI

Il bonus per le mamme lavoratrici; l’imposta agevolata dell’1% sui premi produzione; il potenziamento delle soglie di non imponibilità
per i fringe benefit.
Sono gli aiuti ai lavoratori per i quali nella prossima legge di Bilancio non ci sarà da scervellarsi, nè da fare i salti mortali per il reperimento delle risorse necessarie.
Il motivo? Sono già tutti finanziati fino al 2027 grazie ai 900 milioni stanziati con la manovra di un anno fa.

Bonus mamme lavoratrici –
60 euro al mese. A tanto ammonta il bonus per le 650.098 mamme sia dipendenti che autonome (con almeno due figli e un reddito annuo inferiore ai 40.000 euro) che ne hanno fatto richiesta e lo riceveranno a dicembre dall’Inps che lo verserà in un’unica soluzione di 720 euro. E’ molto probabile che nei mesi a venire si discuterà se sarà ancora l’Istituto nazionale di previdenza sociale a doverlo versare oppure si opterà per una formula di sgravio contributivo.
E’ bene ricordare che il suddetto sostegno (valevole anche per l’anno venturo) è da distinguersi dalla decontribuzione fino a 3.000 euro annui di cui hanno usufruito le 179.000 mamme dipendenti con almeno tre figli che lo hanno richiesto perchè questo, al contrario, scadrà il prossimo dicembre.

Imposta agevolata –
300 milioni quest’anno, altrettanti per il prossimo. A tanto ammonta invece la cifra stanziata per la detassazione dei premi che le aziende conferiscono per il raggiungimento degli obiettivi
ai dipendenti sotto la soglia degli 80.000 euro annui. Tutto confermato anche per la soglia di non imponibilità dei Fringe Benefit a 1.000 euro per ogni lavoratore dipendente e 2.000 per quelli con figli a carico.

In cerca invece di risorse alcune delle misure introdotte nell’ultima legge di Bilancio e in imminenza di scadenza come la tassazione agevolata del 5% per gli incrementi retributivi dovuti ai rinnovi dei contratti dei dipendenti con reddito sotto la soglia dei 33.000 euro; l’imposta del 15% da applicare al ‘lavoro faticoso’;
gli incentivi per i datori che decidono di assumere donne svantaggiate, disoccupati e under 35 nella Zes.

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