Lavoro & Crescita

IRPEF: PREVISTI 2,1 MILIARDI DI SCONTI IN 2 ANNI PER I CONTRIBUENTI

IRPEF: PREVISTI 2,1 MILIARDI DI SCONTI IN 2 ANNI PER I CONTRIBUENTI

Valgono quasi 2,1 miliardi in 2 anni le nuove tax expenditures introdotte dalla legge di Bilancio per il 2023. Tra i 903 commi della legge 197/2022, approvata la scorsa settimana, ci sarebbero almeno 10 strade che i contribuenti possono imboccare per sfuggire o abbattere l’Irpef. In 8 casi si tratta di regimi sostitutivi, ma ci sono anche una detrazione (quella dell’Iva versata sull’acquisto di case in classe A e B) e un’esenzione (la proroga per i redditi dominicali e agrari dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali).

L’impatto sul gettito dell’Irpef è in molti casi differito all’anno prossimo: 1,6 dei 2,1 miliardi di oneri per le casse pubbliche si concentrano sul 2024. La scelta di sfruttare o meno i maxi sconti fiscali offerti dalla manovra andrà però fatta già quest’anno.

La voce più grossa in termini di oneri per le casse dello Stato è la flat tax per autonomi e professionisti, che dal 1° gennaio del 2023 si vedono elevare da 65mila a 85mila euro la soglia dei ricavi o compensi che consente di entrare (o rimanere) nel regime forfettario. L’allargamento della platea delle partite Iva interessate ridurrà il gettito dell’Irpef e delle sue addizionali di 266 milioni per il 2023 e di altri 942 milioni per il 2024.

L’altra novità che pesa sui conti dello Stato, sempre per le partite Iva, è la cosiddetta flat tax incrementale, prevista in via sperimentale dalla manovra per il solo anno d’imposta 2023. In questo caso, l’impatto per l’Erario è tutto spostato sul 2024, visto anche che la tassa piatta del 15% si applicherà agli incrementi di reddito maturati quest’anno rispetto al più alto tra i redditi ottenuti nel triennio 2020-22. Anche per questa flat tax l’ammanco di gettito Irpef (1,2 miliardi) è più alto della perdita complessiva per le casse pubbliche.

Discorso a parte per la norma che prevede la tassazione agevolata – con un prelievo sostitutivo pari al 5% – delle mance riversate dai datori di lavoro al personale di alberghi, bar e ristoranti (nei limiti del 25% del reddito complessivo e solo per lavoratori con un reddito di lavoro dipendente non superiore a 50mila euro annui). In questo caso la relazione tecnica non attribuisce a questa agevolazione nessun tipo di onere in termini di erosione di gettito, al contrario si stimano possibili effetti in termini di maggiori entrate.

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