CONTRATTI, SONO TROPPI QUELLI FERMI AL PALO

Stando all’ultima revisione stilata dal CNEL lo scorso fine luglio, nel settore privato c’erano 553 i CCNL scaduti su un totale di 976. Per un totale di 8 milioni di lavoratori coinvolti in prima persona. Tra i casi più emblematici c’è il contratto del settore del commercio (3 milioni i lavoratori interessati), scaduto addirittura dal 31 dicembre del 2019.

Novità di questo triennio si è avuta l’anno scorso quando i dipendenti di supermercati e negozi hanno un mini aumento in busta paga (30 euro lordi) e la cifra di 350 euro data ‘una tantum’. Nota positiva è che le parti in causa dovrebbero tornare a sedersi attorno a un tavolo da qui alle prossime settimane. Nota negativa la distanza – ancora rilevante – tra queste, coi lavoratori che chiedono un adeguamento che ‘pareggi’ l’inflazione mentre le aziende parlano di aumenti ‘ragionevoli’ (leggi sostenibili) a fronte di un momento non del tutto roseo per l’economia nazionale. Negativa anche la situazione dei servizi, col 63% dei Contratti ancora in attesa e del turismo a differenza invece dell’industria che a dicembre scorso ne vedeva fermi ‘solo’ il 7,5% (rinnovi per il 92,5%) e dell’agricoltura rinnovati nella totalità. In ultimo la sfera del Pubblico, con tutti i contratti scaduti visto che l’adeguamento per il triennio 2019-2021 è stato addirittura siglato nel 2022.