Export, tra distretti (pochi) che viaggiano e altri (molti) che tentennano
Crescono farmaceutica e agroalimentare, tengono metallurgia e meccanica, zoppicano invece moda, metalli ed elettrodomestici.
E’ questa la fotografia che emerge dall’analisi di Intesa Sanpaolo sull’export del nostro paese nel primo semestre di quest’anno. Escludendo il comparto farmaceutico, il quadro che emerge dalla valutazione di tutti gli altri è quello della riduzione di vendite all’estero pari a 80,4 miliardi, perdita partorita principalmente in seno al momento di difficoltà dei distretti modaioli, con oro, pelletteria e calzature in primis. Tanto per rendere l’idea, guardando solo alla Toscana il segno meno ha raggiunto la cifra considerevole di 500 milioni di euro, con la pelletteria fiorentina e l’abbigliamento empolese maggiormente colpiti. Dopo l’exploit senza precedenti di un anno fa, anche il distretto dell’oro aretino è tornato sui livelli standard dopo la netta riduzione della richiesta giunta dalla Turchia.
Luci sul settore agroalimentare (col lattiero caseario sardo che vola al + 70%) che a sua volta presenta però alcune zone d’ombra come per le conserve di Nocera, l’olio toscano e il dolciario di Alba I motivi? I soliti noti, tra tensioni geopolitiche internazionali, guerre, dazi statunitensi che stanno spingendo molti distretti ad ampliare le proprie vedute verso nuovi orizzonti: Emirati Arabi e India davanti a tutti.