Tir, stop ai sorpassi in autostrada: l’intervento dell’ex Sottosegretario
Dal 3 novembre è entrato in vigore, in via sperimentale, il divieto di sorpasso in entrambe le direzioni per i mezzi pesanti oltre le 12 tonnellate nel tratto tra Incisa-Reggello e Chiusi dell’A1. La misura è stata adottata dopo il tragico incidente dello scorso 4 agosto, quando un’ambulanza è rimasta incastrata tra due tir causando la morte del paziente trasportato, due soccorritori e quindici feriti. La misura è stata pensata per migliorare la sicurezza nei tratti a due corsie, in assenza della terza. Fare un bilancio dopo qualche settimana non è semplice.
Certo è che il provvedimento ha suscitato forti proteste tra autotrasportatori e associazioni di categoria, che segnalano difficoltà nel rispetto dei tempi di guida e di riposo, oltre ad un aumento delle code di mezzi pesanti, e in molti hanno chiesto la sospensione immediata della sperimentazione e delle sanzioni. Ci sono, a mio avviso, pro e contro: da un lato molti automobilisti riferiscono di sentirsi più sicuri e notano un traffico più scorrevole; dall’altro si registrano ritardi nelle consegne, lunghe code, maggior rischio di tamponamenti e deviazioni pericolose sulla già congestionata E45. La sicurezza stradale deve restare la priorità e un obiettivo condiviso, ma la soluzione non può essere un divieto generalizzato.
Serve un approccio più intelligente e realistico, basato a mio avviso su tre priorità. Innanzitutto il completamento dei lavori e la digitalizzazione della rete. Il mancato completamento della terza corsia sull’A1, attesa da anni, è tra le cause principali dei disagi: il traffico è troppo intenso e l’incidentalità elevata. Il divieto di sorpasso è una misura d’emergenza, non una soluzione strutturale. C’è chi teme che lo stop ai lavori sia legato allo spostamento dei fondi verso il Ponte sullo Stretto: se fosse confermato, sarebbe gravissimo. Al contempo, occorre anche investire nell’introduzione di tecnologie e sistemi intelligenti per migliorare sicurezza, gestione del traffico e manutenzione. Informazioni errate o incomplete su chiusure, limitazioni e deviazioni sono all’ordine del giorno, con disagi per tutti. In secondo luogo bisognerebbe limitare il divieto alle zone più critiche. Bloccare i tir ovunque crea più disagi che benefici.
Il divieto di sorpasso andrebbe applicato solo nei tratti realmente pericolosi: ricordo che la maggior parte degli incidenti avviene in prossimità dei cantieri, nei cambi di carreggiata, spesso mal segnalati e poco illuminati. In Liguria, ad esempio, gli automobilisti sono costretti a veri e propri slalom tra cantieri e restringimenti. In ultimo, è necessario che sicurezza e viabilità convivano. Serve proteggere tutti – camionisti e automobilisti – ma senza paralizzare il traffico o spingere i mezzi pesanti su strade alternative meno sicure. Tornando alla Liguria, se immagino una colonna continua di tir da Milano a Genova, mi viene la pelle d’oca: una fila di camion interminabile crea più criticità alla viabilità normale e, oltre a rallentare la circolazione, danneggia imprese e cittadini. Bene la sicurezza ma con buonsenso. Non servono divieti generalizzati ma infrastrutture moderne, cantieri efficienti e tecnologie che rendano davvero più sicuro e fluido il trasporto su strada. Il tratto in questione è un nodo strategico che collega nord e sud del Paese e va messo in sicurezza. Serve, inoltre, un confronto urgente tra le categorie di impresa,
il MIT e Autostrade per l’Italia per valutare insieme come procedere al meglio.
Roberto Traversi ex Sottosegretario di Stato all’Ministero delle infrastrutture e dei trasporti