OCCUPAZIONE, IL RAPPORTO ISTAT 2018-2025
700.000 posti di lavoro in meno, dal 2007 al 2024. E’ la fotografia impietosa del rapporto annuale Istat, che evidenzia sì una crescita dell’occupazione nel nostro paese ma che però non coinvolge settori come l’amministrazione pubblica, le fabbriche e i negozi.
Scendendo nei dettagli numerici, il rapporto evidenzia la perdita di 1,35 milioni di lavoratori nei settori sopra indicati e una crescita invece nei servizi sociali, nel comparto della ristorazione e degli alloggi turistici, nella sanità e nelle attività professionali.
Per quanto riguarda il manifatturiero, nei sette anni compresi tra il 2018 e il 2025 l’Istat ha evidenziato una tendenza in negativo della produttività pari al 7,4%, né più né meno di ciò che è accaduto anche in Francia (-3,1%) e soprattutto in Germania dove la contrazione ha toccato la percentuale del 14,3%. Dal rapporto si evince che la crescita della produzione si è concentrata principalmente nei comparti ad alta tecnologia e in un settore come l’alimentare al contrario di quanto verificatosi nei comparti più esposti agli shock energetici come automotive, carta, chimica, metallurgia, tessile, minerali, legno, gomma e plastica.