Lavoro & Crescita

CERTIFICAZIONE VITA-LAVORO, COSA DEVONO SAPERE LE AZIENDE

CERTIFICAZIONE VITA-LAVORO, COSA DEVONO SAPERE LE AZIENDE

E’ ormai tutto pronto per il rilascio della certificazione alle aziende dedite all’adozione di politiche imprenditoriali volte alla conciliazione tra vita privata-familiare e vita lavorativa del lavoratore in base a quanto previsto dal Decreto 1 Maggio (Dl 62/2026). Infatti, proprio a partire da oggi, l’ente italiano di accreditamento (Accredia) designerà i primi organismi abilitati a rilasciare l’apposito attestato alle imprese che, per l’appunto, hanno adottato (o sono in procinto di farlo) una filosofia imprenditoriale volta a favorire concetti quali genitorialità, flessibilità sugli orari giornalieri, caregiver e prestazione welfare.
Ma cosa comporterebbe per un’azienda?
Innanzitutto uno sgravio sui contributi da versare all’Inps dell’1% annuo fino ad un tetto massimo di 50.000 euro per ognuna (per un totale di 150.000 visto la certificazione ha durata triennale). Ma, oltre al risparmio sui contributi, le aziende che otterranno la certificazione avranno una via preferenziale per l’accesso agli incentivi pubblici. Nel caso in cui le aziende che presenteranno la richiesta dovessero raggiungere un numero superiore rispetto ai finanziamenti da concedere, il tetto di 50.000 euro per ognuna andrebbe ovviamente a diminuire.
La certificazione fa riferimento a UNI/PdR 192:2026 che stabilisce i requisiti e gli indicatori per valutare le misure adottate dalle varie aziende.
Per richiedere la certificazione un’azienda deve seguire un iter strutturato in pochi passaggi.
– Scaricare la prassi dal catalogo dell’Ente Italiano di Normazione (UNI) e analizzare la propria struttura interna mappando le politiche attuali e misurando la maturità aziendale rispetto alle 7 aree di valutazione previste dalla norma;
– Definire una politica ufficiale per il benessere familiare, pianificare obiettivi concreti di miglioramento, stabilire responsabilità interne e avviare il monitoraggio periodico dei KPI;
– Attendere poi che l’organismo designato effettui l’esame documentale del sistema di gestione e verifichi attraverso un’ispezione azienda l’efficacia delle misure adottate.
Qualora l’esito dei controlli dovesse risultare positivo l’ente accreditato rilascerà il certificato e il Marchio UNI di conformità.
Nel corso del triennio l’azienda dovrà sottoporsi a verifiche periodiche finalizzate a dimostrare il mantenimento e l’eventuale miglioramento delle performance adottate.

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