Lavoro & Crescita

Manovra 2025, presentato il disegno: ecco cosa prevede

Manovra 2025, presentato il disegno: ecco cosa prevede

L’adeguamento dei salari al costo della vita, il sostegno alle imprese, la questione fiscale, la sanità pubblica. Sono alcuni
dei punti fermi che emergono dal disegno di legge della Manovra 2025 presentato martedì 14 sulla base di uno stanziamento di 18 miliardi (che scenderà a 16 nel 2026 per poi risalire nel 2027 e 2028).

Sul fronte delle imprese torna l’incentivo destinato agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi con una maggiorazione del costo ai fini dell’ammortamento pari a 4 miliardi; si va verso il rifinanziamento di Industria 4.0 e Transizione 5.0 prossimi alla scadenza; previsti inoltre il credito d’imposta per le aziende che operano nelle ZES del Mezzogiorno (Zone Economiche Speciali) e, nel triennio compreso tra il 2026 e il 2028, 100 milioni di euro sempre per il credito d’imposta di quelle operative nelle ZLS (Zone Logistiche Semplificate). A proposito di ZES, la novità di quest’anno è che anche Umbria e Marche entreranno a farne parte.

Resterà invece ancora in stand-by per un altro anno l’introduzione della Sugar Tax e della Pastic Tax.
2 invece i miliardi a sostegno dell’adeguamento dei salari in virtù del costo della vita con la conferma delle detrazioni Irpef per i lavori di ristrutturazione della casa (50% per la prima, 36% per la seconda). Nel triennio saranno 9 i miliardi destinati al taglio dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% sulla seconda fascia di reddito (tra 28.000 e 50.000 euro), mentre per i redditi da 50.000 in su lo sgravio potrà arrivare fino a 440 euro annui.

Sul fronte del contrasto alla povertà il disegno di legge fa chiarezza sulla cifra da investire (3,5 miliardi) ma per i provvedimenti su cui indirizzarla ci sarà ancora da discutere. Né più né meno della situazione in essere per la sanità, sulla quale saranno investiti 2,4 miliardi nel 2026, 2,65 nel biennio successivo. La rottamazione delle cartelle esattoriali, l’aumento dell’età pensionabile di tre mesi a partire dal 2027 e il pacchetto di incentivi da destinare al rinnovo dei contratti e al lavoro sono alcuni dei nodi importanti ancora da sciogliere, al pari dell’entità del contributo che banche e assicurazioni dovranno elargire al bilancio dello Stato che, al momento, dopo i primi incontri e colloqui, potrebbe ammontare a 4,5 miliardi.

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